Regime Forfettario e Cumulo con Altri Redditi: Quando Si Puo
Una delle prime domande che ci arrivano dai lettori e una variante della stessa: "Posso aprire la partita IVA forfettaria se ho già uno stipendio?", "Sono pensionato, mi conviene?", "Ho una casa affittata, conta?". Risposta breve: il forfettario convive con quasi tutto, ma con paletti molto precisi quando l'altro reddito viene dal lavoro dipendente o dalla pensione. Vediamo caso per caso, con cifre alla mano.
L'impianto normativo del forfettario nasce con la Legge 190/2014, commi 54-89 ed e stato ritoccato in vari passaggi: Legge di Bilancio 2019 (limite 65.000 euro), 2023 (innalzamento a 85.000 euro e clausola dei 100.000), Legge di Bilancio 2025 (innalzamento temporaneo della soglia dipendenti/pensione a 35.000 euro per il triennio 2025-2027). Quando si parla di cumulo con altri redditi, sono due le coordinate da fissare subito: la soglia di reddito da dipendente/pensione dell'anno precedente (35.000 euro nel periodo 2025-2027, 30.000 euro a regime) e la natura degli altri redditi (la maggior parte non incide).
Una premessa concettuale che molti dimenticano: il forfettario tassa solo i ricavi della partita IVA con imposta sostitutiva (5% o 15%). Gli altri redditi seguono la loro strada. Lo stipendio, IRPEF a scaglioni; gli affitti, cedolare secca o IRPEF; i dividendi, ritenuta del 26%; le rendite finanziarie, regime fiscale specifico. Le due sfere convivono ma non si sommano mai per il calcolo dell'imposta. Si sommano invece — ed e un punto chiave — per l'ISEE, le detrazioni e alcune agevolazioni. Su questo torniamo verso la fine.
La soglia di 35.000 euro: lavoro dipendente e pensione
L'art. 1, comma 57, lett. d-ter) della Legge 190/2014 esclude dal regime forfettario chi nell'anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a una determinata soglia. Storicamente la soglia e stata 30.000 euro. La Legge 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1 comma 12, l'ha innalzata temporaneamente a 35.000 euro per il triennio 2025-2027. Dal 2028, salvo nuove proroghe, si tornera ai 30.000 euro.
Reddito lordo, non netto. La soglia si calcola sul valore indicato al punto 1 della Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro, quindi sul reddito lordo da lavoro dipendente o assimilato. Non guardare la busta paga di dicembre: guarda la CU dell'anno precedente che il datore consegna entro il 16 marzo. Stessa logica per la pensione: lordo INPS, non quanto entra in conto corrente.
Cosa rientra (e cosa no) nei 35.000 euro
Il computo segue gli articoli 49 e 50 del TUIR (DPR 917/1986). Rientrano: stipendio lordo, pensioni, indennità sostitutive del reddito da lavoro (cassa integrazione, NASpI, indennità di disoccupazione), borse di studio assimilate, collaborazioni coordinate, compensi di amministratore di società, indennità di carica per cariche pubbliche. Non rientrano le somme tassate separatamente come TFR e arretrati di lavoro dipendente.
L'eccezione del rapporto cessato
La soglia non si applica se nell'anno precedente il rapporto di lavoro dipendente e cessato e nello stesso anno non sono stati percepiti redditi di pensione o redditi da altro rapporto dipendente. Lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la Circolare 10/E del 4 aprile 2016 e ribadito nella Circolare 9/E del 10 aprile 2019. In pratica: se nel 2025 hai guadagnato 42.000 euro lordi da dipendente ma ti sei licenziato il 15 dicembre 2025, e nel 2025 non hai percepito altre forme di reddito da lavoro, nel 2026 puoi aprire la partita IVA forfettaria senza ostacoli legati alla soglia.
Elena fa la grafica part-time e vuole aprire P.IVA
Elena lavora come grafica part-time per uno studio, stipendio lordo 22.000 euro nel 2025. Vuole aprire una partita IVA forfettaria nel 2026 per accettare progetti freelance.
- Soglia 2026 (regime 2025-2027): 35.000 euro
- Reddito dipendente 2025: 22.000 euro → sotto soglia
- Accesso al forfettario: consentito.
- Aliquota Gestione Separata (già coperta da lavoro dipendente): 24%, non 26,07%.
- Imposta sostitutiva al 5% (startup) o 15%.
Elena può tranquillamente accettare progetti freelance. Lo stipendio resta tassato dal datore in busta paga; i ricavi della P.IVA si tassano separatamente con imposta sostitutiva. Lo studio per cui lavora non può però essere il suo cliente prevalente in P.IVA (vedi paragrafo seguente).
La clausola anti-abuso: divieto di fatturazione al datore
Anche restando sotto i 35.000 euro, esiste una causa di esclusione che spesso colpisce gli ex dipendenti che provano a riconvertirsi in "freelance". L'art. 1 comma 57 lett. d-bis) della Legge 190/2014 esclude dal forfettario chi esercita prevalentemente l'attività nei confronti di datori di lavoro con cui sono in essere rapporti dipendenti o lo erano nei due periodi d'imposta precedenti. "Prevalentemente" significa: più del 50% dei ricavi.
L'idea del legislatore e quella di impedire la trasformazione fittizia di un rapporto di lavoro dipendente in fatturazione esterna per beneficiare dell'imposta sostitutiva al 15%. Eccezione: chi avvia una professione dopo il praticantato obbligatorio (avvocati, commercialisti, geometri, consulenti del lavoro) può fatturare allo studio di praticantato senza vincoli.
Verifica concreta. Se nel 2024 o nel 2025 sei stato dipendente di Alfa Srl, e nel 2026 apri P.IVA: puoi fatturare ad Alfa Srl, ma solo finché resti sotto il 50% del fatturato totale. Una fattura periodica significativa rivolta all'ex datore va sempre bilanciata con altri clienti. Per un approfondimento sul tema leggi Regime forfettario e lavoro dipendente: limiti e compatibilita.
Pensionati con P.IVA forfettaria
Il pensionato può aprire partita IVA forfettaria se la pensione lorda annua non supera i 35.000 euro (regime 2025-2027). Sotto questa soglia il forfettario diventa anzi particolarmente attraente, per tre motivi.
- Aliquota Gestione Separata ridotta: chi e pensionato e ha già un'altra forma di previdenza obbligatoria versa il 24% (non il 26,07%) sui contributi della Gestione Separata.
- Gestione Artigiani-Commercianti: gli iscritti che hanno compiuto 65 anni e sono titolari di pensione possono chiedere all'INPS la riduzione del 50% sui contributi previdenziali (art. 59 c. 15 L. 449/1997). La richiesta va presentata espressamente, non e automatica.
- Nessun rischio sulla pensione già in pagamento: l'imposta sostitutiva e separata dall'IRPEF della pensione, quindi non si rischia di salire di scaglione.
Pensione di reversibilità
Punto delicato. La pensione di reversibilità rientra nel computo dei 35.000 euro perché e reddito di pensione a tutti gli effetti. La pensione di invalidità civile, invece, ha una sua disciplina specifica e non sempre rileva: meglio verificare il proprio caso con un commercialista o con il contact center INPS.
Redditi immobiliari: gli affitti
I redditi fondiari da fabbricati e terreni non incidono sull'accesso al forfettario, né concorrono al computo dei 35.000 euro. Il forfettario e perfettamente compatibile con un patrimonio immobiliare in affitto. Restano tassati con le regole IRPEF ordinarie su rendita catastale rivalutata oppure, se attivata, con la cedolare secca (21% per locazioni a canone libero, 10% per canoni concordati nei comuni ad alta tensione abitativa).
Tre situazioni tipiche di un forfettario con immobili:
- Prima casa abitata: esente IRPEF, ininfluente sul forfettario.
- Seconda casa sfitta: rendita catastale rivalutata, tassata IRPEF separatamente dai ricavi forfettari.
- Immobile affittato: cedolare secca 21% o 10%, oppure IRPEF sul canone. Nessun effetto sul forfettario, ma il reddito da locazione va dichiarato nel quadro RB del Modello Redditi PF.
E le locazioni brevi tipo Airbnb?
Le locazioni brevi (massimo 30 giorni per contratto, senza prestazioni di servizi accessori incompatibili con la natura abitativa) restano redditi fondiari, soggetti a cedolare secca al 21% per il primo immobile e al 26% dal secondo immobile in poi (Legge di Bilancio 2024). Non concorrono al forfettario e non lo fanno decadere. Diversa la situazione di chi gestisce locazioni in modo imprenditoriale (dal terzo immobile, soglia in vigore dal 2026): lì si entra in attività di impresa, con un'altra cornice fiscale. Approfondimento dedicato in Regime forfettario e Airbnb / locazioni brevi.
Redditi di capitale: dividendi, interessi, plusvalenze
Dividendi da partecipazioni qualificate o non qualificate, interessi su obbligazioni e BTP, plusvalenze su strumenti finanziari: tutti redditi di capitale o redditi diversi soggetti a ritenuta o imposta sostitutiva specifica (in genere 26%, 12,5% per i titoli di Stato). Non incidono sull'accesso al forfettario e si sommano agli altri solo ai fini ISEE.
Plusvalenze su cripto-attività
Dal 2023 (con la Legge di Bilancio 2023) le plusvalenze su cripto-attività oltre la franchigia annua di 2.000 euro sono tassate al 26%. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato l'aliquota per il 2025 e l'innalza al 33% dal 2026 (salvo modifiche in corso d'opera). Anche queste sono ininfluenti per l'accesso al forfettario.
Il vero punto critico: partecipazioni societarie
Qui sta una delle cause di esclusione più spesso sottovalutate. La Legge 190/2014, art. 1 comma 57 lett. d), esclude dal forfettario chi:
- Partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari di cui all'art. 5 TUIR.
- Controlla, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche riconducibili a quella svolta dal forfettario.
Tradotto: socio di una snc o di una sas? Forfettario escluso. Socio di una srl che fa la stessa attività della tua P.IVA con quota di controllo (>50% o influenza dominante)? Forfettario escluso. Socio al 10% di una srl che fa un mestiere diverso dal tuo? Forfettario ammesso. Il concetto di "attività riconducibile" e stato precisato dalla Circolare AdE 9/E del 2019: si guarda al codice ATECO e all'attività concretamente svolta.
Luca e socio al 30% di una srl di marketing, vuole aprire P.IVA come consulente marketing
Stessa attività, partecipazione del 30%. Per capire se Luca può aprire forfettario serve verificare il controllo: detiene da solo o tramite stretti familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo) più del 50%? Se sì, esclusione. Se no, accesso possibile ma con la spada di Damocle del divieto di fatturazione alla srl partecipata: i ricavi della P.IVA verso la srl non possono superare il 50% del totale.
Se la srl invece facesse un mestiere diverso (es. e-commerce di prodotti), Luca potrebbe partecipare al 30% senza problemi e fare il consulente marketing freelance in P.IVA forfettaria.
Errori comuni che vediamo
- Confondere lordo e netto in busta paga. Il candidato forfettario controlla il netto mensile (es. 1.700 euro × 13 = 22.100), pensa di essere abbondantemente sotto i 35.000 e procede. Poi scopre che il lordo CU era 31.500 euro: ancora sotto, ma il margine si riduce sensibilmente. Su un dipendente al limite, l'errore può costare l'esclusione.
- Dimenticare la previdenza complementare. Alcuni redditi parzialmente esenti (premi di risultato detassati, contributi previdenziali in deduzione) rientrano comunque nel computo. Verifica sempre la CU completa.
- Sottovalutare la perdita di detrazioni. Per un dipendente vicino alle soglie delle detrazioni per figli a carico (che escono a 95.000 euro di reddito complessivo) o per coniuge, l'aggiunta del reddito forfettario al "reddito di riferimento" può eliminare detrazioni per centinaia di euro l'anno.
- Trascurare la "riconducibilità" nelle partecipazioni. Avere una micro-quota di srl "come investimento" sembra innocuo ma, se l'oggetto sociale della srl interseca quello della P.IVA e c'è controllo, e esclusione automatica.
- Pensare che la pensione sia sempre "buona". Un pensionato con pensione lorda di 36.000 euro non può aprire forfettario. Soglia molto più selettiva di quanto spesso si pensa.
Impatto su ISEE, detrazioni e bonus
Anche se il reddito forfettario e tassato separatamente, concorre al reddito complessivo ai fini di alcune valutazioni. Tre situazioni in cui questo conta davvero.
- ISEE. Il reddito forfettario rileva al lordo dei contributi nel calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Per chi accede a prestazioni assistenziali (assegno unico per i figli, bonus elettrico, riduzioni tasse universitarie) l'apertura della P.IVA può far salire l'ISEE in misura significativa.
- Detrazioni per familiari a carico. Il coniuge e a carico se il suo reddito complessivo non supera 2.840,51 euro l'anno (3.000 euro nel triennio 2025-2027 con la riforma fiscale 2024). Se apri P.IVA e fai ricavi superiori, perdi lo status di familiare a carico.
- Bonus 100 euro mensili (ex bonus Renzi, oggi trattamento integrativo). Spetta ai dipendenti con reddito complessivo non superiore a una determinata soglia. Sommando lo stipendio al reddito forfettario, la somma può eccedere il limite e il bonus si perde a posteriori.
Esempio numerico completo: dipendente part-time
Riprendiamo Elena del caso 1 e simuliamo i numeri.
- Stipendio lordo 2026 (dipendente): 22.000 euro → IRPEF gestita dal datore, netto annuo circa 17.500 euro.
- Fatturato 2026 da P.IVA forfettaria (codice ATECO 73.11.02 — consulenza marketing): 18.000 euro.
- Coefficiente di redditività 78% → reddito imponibile forfettario: 14.040 euro.
- Contributi Gestione Separata (aliquota ridotta 24% perché già coperta): 14.040 × 24% = 3.370 euro.
- Reddito imponibile netto contributi: 14.040 − 3.370 = 10.670 euro.
- Imposta sostitutiva (15%): 10.670 × 15% = 1.600 euro circa.
Totale tra contributi e imposta sostitutiva sulla parte P.IVA: 4.970 euro. Lo stipendio continua a essere tassato come prima dal datore. Per un confronto con altri scenari, lascia parlare il calcolatore forfettario oppure il simulatore.
Tabella riepilogativa: compatibilita per tipo di reddito
| Altro reddito | Effetto sul forfettario | Concorre ai 35k? |
|---|---|---|
| Stipendio da dipendente | Compatibile sotto 35.000 euro lordi anno precedente | Sì |
| Pensione (vecchiaia, anzianità) | Compatibile sotto 35.000 euro lordi anno precedente | Sì |
| Pensione di reversibilità | Compatibile sotto 35.000 euro lordi anno precedente | Sì |
| Collaborazione coordinata e continuativa | Compatibile sotto 35.000 euro lordi | Sì |
| Affitti (canone libero, cedolare secca) | Compatibile, nessun limite | No |
| Locazioni brevi/Airbnb non imprenditoriali | Compatibile, nessun limite | No |
| Dividendi da srl/spa | Compatibile, nessun limite | No |
| Interessi su titoli e conti | Compatibile, nessun limite | No |
| Plusvalenze finanziarie e cripto | Compatibile, nessun limite | No |
| Partecipazione a snc/sas | Esclusione | — |
| Controllo srl con attività correlata | Esclusione | — |
| Quota minoritaria srl con attività diversa | Compatibile | No |
Domande frequenti dei lettori
Lavoro come dipendente con 36.000 euro lordi. Posso aprire la P.IVA forfettaria nel 2026?
No. La soglia per il 2026 e 35.000 euro lordi nell'anno precedente (2025). Con 36.000 euro nel 2025 il forfettario nel 2026 e precluso. Due strade alternative: rivedere il contratto del lavoro dipendente per scendere sotto la soglia (difficile e non sempre conveniente); aprire P.IVA in regime ordinario o nei minimi residui. Da gennaio 2027 si potrebbe rientrare nel forfettario se nel 2026 il reddito dipendente fosse stato ≤ 35.000 euro.
Ho una pensione di 1.800 euro al mese netti. Posso fare il forfettario?
1.800 × 13 mensilità = 23.400 euro netti annui. La pensione lorda, considerato un prelievo IRPEF del 25-28% sulla parte eccedente la no-tax area, si aggira sui 28.000-30.000 euro lordi. Sotto i 35.000 euro: forfettario compatibile, con aliquota Gestione Separata ridotta al 24%.
Affitto due appartamenti per 18.000 euro l'anno. Possono "saturare" il forfettario?
No. I redditi fondiari da affitti non concorrono al limite degli 85.000 euro del forfettario e non sono soggetti alla soglia dei 35.000 (che riguarda solo dipendente e pensione). Puoi affittare immobili e fare il forfettario in P.IVA come professionista per la quota che vuoi, fino al limite di ricavi proprio del forfettario.
Detengo il 5% di una srl di mio cugino che fa edilizia. Io faccio il consulente IT. Posso aprire P.IVA forfettaria?
Sì. La partecipazione non da diritto al controllo (5% e quota minoritaria, nessun controllo di fatto) e l'attività della srl (edilizia) e completamente diversa dalla tua (consulenza IT). Il forfettario e accessibile. Se però il cugino ti chiede di fatturargli servizi IT — e quelle fatture diventassero più del 50% del tuo fatturato — saresti in difficoltà sulla causa di esclusione "fatturazione prevalente al socio".
Fonti normative principali
- Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 — istituzione regime forfettario.
- DPR 917/1986 (TUIR) — artt. 49-50 (lavoro dipendente e assimilato), 36-42 (redditi fondiari), 67 (redditi diversi).
- Legge 207/2024 — Legge di Bilancio 2025, art. 1 comma 12 (soglia 35.000 euro per 2025-2027).
- Agenzia delle Entrate — Circolare 9/E/2019 e Circolare 32/E/2023 sul forfettario.
In sintesi
Il forfettario e un regime sorprendentemente flessibile in materia di cumulo: convive con immobili, dividendi, plusvalenze finanziarie senza vincoli particolari. Le vere strettoie sono due: la soglia di 35.000 euro sui redditi da lavoro dipendente e pensione dell'anno precedente, e la disciplina delle partecipazioni societarie. Per chi vive in queste zone di confine, la regola e una sola: una verifica con un commercialista prima di aprire la partita IVA costa meno di una decadenza non prevista dal regime. E ricorda che — anche se la tassazione e separata — il reddito forfettario incide su ISEE, detrazioni per familiari a carico e bonus collegati al reddito complessivo. Vale la pena simularlo prima.