Regime Forfettario e ISEE: Come Viene Calcolato il Reddito nel 2026
L'ISEE serve per accedere a bonus, agevolazioni e servizi a reddito agevolato. Per chi è in regime forfettario la compilazione della DSU ha alcune regole specifiche che spesso generano confusione. Ecco come trattare correttamente il reddito forfettario nell'ISEE 2026, con i riferimenti normativi e casi pratici dalle famiglie che seguiamo in studio.
Ogni volta che richiedi un bonus, una riduzione della retta dell'asilo nido, l'Assegno Unico maggiorato o una borsa di studio, la domanda passa dall'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). L'ISEE si calcola tramite la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presentata presso CAF, INPS o portale dedicato. Per i forfettari il punto critico è capire quale reddito inserire: quello "imponibile" dichiarato nel quadro LM o qualcos'altro.
La confusione nasce perché la riforma dell'ISEE introdotta dal D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159 ha cambiato profondamente il modo di considerare i redditi assoggettati a regimi sostitutivi. Prima della riforma molti contribuenti pensavano di poter "nascondere" il forfettario perché non passa dall'IRPEF; oggi la legge non lascia margini.
Perché l'ISEE non coincide con la dichiarazione dei redditi
Il primo equivoco da sciogliere: l'ISEE non è il reddito dichiarato al fisco. È un indicatore creato dal D.P.C.M. 159/2013 che somma redditi, patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il nucleo familiare, applica franchigie e divide per una scala di equivalenza legata alla composizione della famiglia. Mentre la dichiarazione dei redditi serve a calcolare le imposte dovute, l'ISEE misura la capacità economica complessiva della famiglia per distribuire equamente agevolazioni pubbliche.
La differenza sostanziale è che nell'ISEE vanno indicate voci reddituali che la dichiarazione dei redditi non considera (ad esempio redditi esenti, borse di studio, rendite finanziarie, alcuni assegni periodici) e, viceversa, alcune voci fiscali vengono rielaborate. Per il forfettario questo significa che il reddito "dell'ISEE" non è esattamente il reddito dichiarato nel quadro LM, ma una sua ricostruzione.
La base giuridica è l'articolo 4 del D.P.C.M. 159/2013, che elenca puntualmente cosa rientra nel reddito complessivo ai fini ISEE. Tra le voci espressamente incluse ci sono i "redditi assoggettati a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d'imposta" — categoria in cui ricade pienamente il regime forfettario, disciplinato dall'art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014.
I redditi forfettari nel quadro "redditi da attività autonoma" della DSU
Nella DSU 2026 (riferita ai redditi 2024), il reddito da regime forfettario si inserisce nella sezione dedicata ai redditi da lavoro autonomo o d'impresa, con la voce specifica "Redditi assoggettati a imposta sostitutiva: regime forfetario (art. 1 commi 54-89 L. 190/2014)". La voce è codificata nel modulo FC8 della DSU mini e nell'analogo modulo della DSU integrale.
In pratica il CAF chiede di riportare il reddito imponibile già calcolato nel quadro LM del Modello Redditi PF. È lo stesso valore su cui hai pagato il 5% o il 15% di imposta sostitutiva. Non occorre ricalcolarlo: basta copiarlo dal rigo LM34 (reddito lordo) meno i contributi previdenziali dedotti (LM35), che danno il reddito assoggettato a imposta sostitutiva (rigo LM36).
La DSU 2026 si basa sui redditi 2024 (dichiarazione presentata nel 2025). Per l'anno in corso gli enti utilizzano l'"ISEE corrente" solo se la situazione lavorativa o reddituale è cambiata di oltre il 25% rispetto al riferimento ordinario (art. 9 D.P.C.M. 159/2013, come modificato dalla riforma del 2019).
Reddito ISEE: non usi il coefficiente, usi la base imponibile
Questo è il concetto centrale: ai fini ISEE non si parte dai ricavi lordi e non si applica nuovamente il coefficiente di redditività come se dovessi calcolare di nuovo le imposte. Il coefficiente è già stato applicato quando hai compilato il quadro LM della dichiarazione dei redditi; il risultato è il reddito imponibile che finisce nell'ISEE.
L'esempio classico chiarisce subito la logica. Luca è consulente informatico con codice ATECO 62.02.00 (coefficiente 67%). Nel 2024 ha fatturato 40.000 euro e versato 8.000 euro di contributi INPS Gestione Separata.
- Ricavi lordi: 40.000 euro
- Reddito forfettario (40.000 x 67%): 26.800 euro
- Contributi dedotti: 8.000 euro
- Reddito imponibile (LM34 − LM35): 18.800 euro
Nella DSU Luca indica 18.800 euro come reddito da regime forfettario, non i 40.000 di fatturato. La logica è coerente con l'art. 4 c. 2 lett. f) del D.P.C.M. 159/2013, che parla espressamente di "reddito complessivo… al netto degli oneri deducibili": i contributi previdenziali rientrano tra gli oneri deducibili anche nel forfettario, quindi vanno sottratti.
Caso pratico — Famiglia Bianchi, asilo nido a Padova. Marta è in forfettario dal 2023 come copywriter freelance. Nel 2024 ha fatturato 25.000 euro (ATECO 74.30.00, coefficiente 78%) e versato 4.300 euro di contributi alla Gestione Separata. Il marito Andrea è dipendente con 22.000 euro di reddito IRPEF. Hanno due figli, di cui uno all'asilo nido comunale.
Reddito Marta ai fini ISEE: 25.000 × 78% − 4.300 = 15.200 euro. Sommato al reddito di Andrea: 37.200 euro di base reddituale familiare. Considerata la franchigia per affitto e la scala di equivalenza per nucleo di 4 persone (parametro 2,46), l'ISEE risultante è di circa 14.800 euro.
Risultato concreto: la famiglia rientra nello scaglione ISEE 0-25.000 e ottiene il Bonus Asilo Nido pieno da 3.000 euro l'anno, oltre alla riduzione comunale sulla retta. Inserire per errore i 25.000 euro di fatturato avrebbe portato a un ISEE di circa 23.500 euro: bonus dimezzato e retta piena.
Cosa NON rientra nel calcolo
Nella nostra esperienza in studio, le voci più spesso confuse sono cinque:
- Ricavi lordi: non sono reddito, sono fatturato. Non vanno nella DSU nella parte dei redditi.
- Coefficiente "residuo" (il 33% non tassato nel caso 67%): non è reddito esente ma una semplificazione forfetaria delle spese. Non va inserito da nessuna parte.
- Imposta sostitutiva versata: è una tassa, non un reddito. Non entra nel calcolo ISEE.
- Contributi INPS: già dedotti nel quadro LM per arrivare al reddito imponibile, non vanno ri-sottratti nella DSU.
- Borse di studio o premi non tassati: attenzione, alcune voci esenti IRPEF rientrano comunque nell'ISEE (art. 4 c. 2 lett. f D.P.C.M. 159/2013). Le borse di studio universitarie regionali per esempio sono escluse, ma altre forme di sussidio sì.
In sintesi: la DSU vuole il reddito imponibile netto, cioè il valore che il sistema fiscale ha già calcolato per te. Non servono calcoli paralleli, basta copiare il rigo LM36 della dichiarazione 2025 (anno d'imposta 2024).
Come compilare il modulo passo per passo
Se usi un CAF o il portale INPS online, nel quadro FC8 (o equivalente nella versione corrente della DSU) trovi la sezione "redditi da lavoro autonomo o d'impresa non prevalentemente finanziaria" con una riga dedicata ai regimi agevolati ex art. 1 commi 54-89 L. 190/2014.
Procedura operativa:
- Apri il Modello Redditi PF 2025 (relativo ai redditi 2024).
- Individua il rigo LM34 (reddito lordo forfettario, ovvero ricavi × coefficiente).
- Sottrai il rigo LM35 (contributi previdenziali dedotti).
- Riporta il risultato (= rigo LM36) nella casella "regime forfetario commi 54-89 L. 190/2014".
- Se hai compilato anche righi LM37 (perdite pregresse, rilevanti solo per ex regime di vantaggio): non rientrano nel forfettario puro, lascia stare.
Se hai anche altri redditi (lavoro dipendente, pensione, locazioni), vanno indicati nelle rispettive sezioni: l'ISEE somma tutto il reddito familiare. Per chi ha avviato attività a metà anno, il rigo LM34 considera solo i ricavi effettivamente fatturati nel periodo di apertura, non un valore proiettato sull'anno intero.
Casi con reddito zero, primo anno o perdita
Nel regime forfettario non si producono perdite fiscali (il reddito è sempre ricavi × coefficiente, quindi non negativo). Se nel 2024 hai avuto partita IVA aperta ma senza ricavi, nel quadro LM compilerai ricavi 0 e reddito 0. Nell'ISEE andrà indicato 0 come reddito da forfettario. Attenzione: il reddito 0 non esenta dalla DSU, bisogna comunque compilarla per ottenere l'attestazione.
Se hai chiuso la partita IVA durante l'anno, il reddito ISEE riguarda solo il periodo effettivo di attività dichiarato nel quadro LM di competenza. Se hai aperto la partita IVA nel 2025 e non hai ancora una dichiarazione presentata, la DSU 2026 indicherà 0 per il forfettario: per quello l'anno successivo la situazione si riallineerà.
Caso pratico — Primo anno di attività. Giada apre partita IVA forfettaria a settembre 2024 come psicologa. Tra settembre e dicembre fattura 4.500 euro (ATECO 86.90.30, coefficiente 78%), versa 600 euro di contributi ENPAP. Reddito ISEE 2026 da forfettario: 4.500 × 78% − 600 = 2.910 euro. Sommato al reddito del padre con cui convive (lei è ancora figlia a carico fino a 26 anni, art. 3 D.P.C.M. 159/2013), incide poco sulla scala di equivalenza familiare.
Bonus e agevolazioni legate a ISEE
Un ISEE basso apre la porta a diverse agevolazioni che cambiano in modo concreto il bilancio familiare. Ecco quelle che incontriamo più spesso parlando con i contribuenti forfettari:
| Misura | Soglia ISEE 2026 | Beneficio massimo |
|---|---|---|
| Assegno Unico Universale maggiorato | ≤ 17.090 € | ~200 €/mese per figlio |
| Bonus Asilo Nido | ≤ 25.000 € | fino a 3.000 €/anno |
| Carta Dedicata a Te | ≤ 15.000 € | 500 € una tantum |
| Bonus sociale luce e gas | ≤ 9.530 € (o 20.000 € per nuclei numerosi) | variabile per consumi |
| Tariffe universitarie minime | ≤ 23.626 € | esonero completo o parziale |
| Esenzione ticket sanitario | variabile per regione | esenzione totale |
Attenzione al patrimonio mobiliare e immobiliare: anche con reddito basso, un conto corrente "pieno" o immobili in proprietà possono alzare l'ISEE in modo significativo. Il patrimonio mobiliare ha una franchigia di 6.000 euro (+2.000 per ogni componente oltre il primo, max 10.000 €), la prima casa una franchigia di 52.500 euro di valore IMU + 2.500 per ogni figlio dal terzo in poi. Il patrimonio incide al 20% sull'indicatore della situazione economica.
Riduzione contributiva INPS e impatto ISEE
Chi ha optato per la riduzione contributiva del 35% (riservata agli artigiani e commercianti, non si applica alla Gestione Separata) vedrà contributi inferiori, dunque un reddito imponibile più alto e un ISEE leggermente più alto a parità di fatturato. Un esempio numerico aiuta a capire l'ordine di grandezza.
Andrea, artigiano con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, paga 4.200 euro di contributi INPS Artigiani con riduzione 35% (invece di 6.460 euro pieni). Reddito ISEE: 30.000 × 67% − 4.200 = 15.900 euro. Senza riduzione: 30.000 × 67% − 6.460 = 13.640 euro. La differenza è di 2.260 euro che entrano nell'ISEE. Si tratta di un trade-off da valutare in base alle agevolazioni a cui si vuole accedere.
Errori comuni da evitare
In sede di compilazione DSU vediamo ricorrere sempre gli stessi sbagli. Tenerli a mente fa la differenza tra ottenere un bonus e perderlo:
- Inserire il fatturato lordo invece del reddito imponibile: gonfia l'ISEE inutilmente di migliaia di euro.
- Inserire il reddito prima della deduzione contributi: dimenticare di sottrarre i contributi INPS versati porta anche qui a un ISEE più alto del reale.
- Confondere l'anno d'imposta: la DSU 2026 vuole i redditi 2024 (Modello Redditi 2025), non i redditi 2025 o quelli in corso del 2026.
- Non dichiarare la partita IVA pensando che "il forfettario non si indica" — va assolutamente riportato, è una dichiarazione mendace ai sensi dell'art. 76 del D.P.R. 445/2000 con conseguenze penali in caso di scoperta.
- Dimenticare il rigo LM36 quando coincide con LM34 (caso del forfettario senza contributi dedotti, raro ma esistente): comunque va valorizzato.
- Sommare il reddito del coniuge nella propria casella: ogni componente del nucleo ha il proprio quadro reddituale. Il sistema fa l'aggregazione automaticamente.
ISEE corrente: quando conviene richiederlo
Se nel 2026 i tuoi redditi sono diminuiti di almeno il 25% rispetto al 2024 (per chiusura commesse, malattia, riduzione fatturato, o perché hai cambiato attività), puoi richiedere l'ISEE corrente che considera i redditi degli ultimi 12 mesi anziché quelli di due anni prima. È particolarmente utile per i forfettari con andamenti irregolari, frequenti nei freelance creativi e nei consulenti progettuali.
Si ottiene presso il CAF presentando ultime fatture emesse, eventuali F24 di versamento contributi, attestazioni di chiusura commesse o calo. La validità dell'ISEE corrente è limitata: dai sei mesi dal rilascio. Vale la pena se la differenza è significativa e se hai un bonus in scadenza che richiede ISEE aggiornato.
Domande frequenti dei lettori
Se sono forfettario al primo anno senza ancora una dichiarazione, cosa metto nell'ISEE?
Se la DSU che presenti nel 2026 si riferisce ai redditi 2024 ma tu hai aperto la partita IVA nel 2025 o 2026, nel quadro forfettario indicherai 0 perché nel 2024 non hai prodotto reddito da quel regime. La situazione si riallineerà nella DSU 2027 o 2028. Se hai bisogno di un ISEE più rappresentativo della situazione attuale, valuta l'ISEE corrente con i ricavi degli ultimi 12 mesi.
I 60.000 euro di tetto contributivo INPS Gestione Separata incidono sull'ISEE?
No, il massimale contributivo INPS (per il 2026 fissato a circa 119.650 euro per la Gestione Separata) è un limite per il versamento dei contributi, non per il reddito. L'ISEE considera il reddito imponibile effettivamente prodotto, che per un forfettario è comunque sotto il limite degli 85.000 euro del regime.
Posso scaricare l'F24 dei contributi nell'ISEE per abbassare il reddito?
No, perché i contributi sono già stati dedotti nel quadro LM. Il rigo LM35 li ha già sottratti dal LM34 per arrivare al reddito imponibile (LM36) che riporti nella DSU. Inserirli nuovamente sarebbe una doppia deduzione e configurerebbe una dichiarazione non veritiera.
Se cambio regime da forfettario a ordinario durante l'anno, come si compila la DSU successiva?
Nel Modello Redditi avrai sia un quadro LM (per il periodo forfettario) sia un quadro RE o RG (per il periodo ordinario). Nella DSU vanno inseriti separatamente: il forfettario nella sezione regimi sostitutivi, l'ordinario nei redditi da lavoro autonomo IRPEF ordinario. Il CAF lo gestisce automaticamente con i dati della dichiarazione.
Conclusione
Il reddito forfettario entra nell'ISEE come reddito imponibile (LM34 − LM35 = LM36), non come fatturato lordo. Il calcolo è più semplice di quello che sembra: il quadro LM della dichiarazione contiene già tutte le informazioni necessarie. Un ISEE corretto è la base per richiedere tutti i bonus a cui hai diritto, soprattutto se hai figli o familiari a carico. Verifica sempre con il CAF in caso di redditi misti (forfettario + dipendente, forfettario + locazioni): il servizio è gratuito e evita errori che possono costare l'esclusione da un bonus o, peggio, sanzioni per dichiarazione mendace ai sensi del D.P.R. 445/2000.
Per approfondimenti normativi diretti puoi consultare il testo del D.P.C.M. 159/2013, la pagina INPS dedicata alla DSU precompilata, le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate e il riepilogo dei criteri di calcolo aggiornati del Ministero del Lavoro.