Banner guida su maternità, malattia e tutele INPS per il regime forfettario nel 2026

Regime Forfettario, Maternità e Malattia: Tutele INPS 2026

Chi lavora in regime forfettario versa i contributi INPS e, di conseguenza, ha diritto a una serie di tutele previdenziali e assistenziali. Le coperture per maternità, malattia, infortunio e invalidità non sono identiche a quelle dei dipendenti, ma esistono e cambiano in base alla gestione di iscrizione. In questa guida vediamo importi, requisiti, tempistiche e gli adempimenti pratici per non perdere quanto spetta.

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Redazione CalcoloForfettario.it
Guida curata dalla redazione di Quadra Srl Benefit (Vicenza, P.IVA IT03652470240). Riferimenti normativi: D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternità e paternità), Legge 379/1990 e Legge 335/1995 sulla Gestione Separata, circolari INPS aggiornate al 2026.

Forfettario e INPS: contributi versati, tutele acquisite

Un equivoco diffuso vede il forfettario come una posizione "leggera" anche dal punto di vista previdenziale. La realtà è l'opposto: i contributi si pagano (con eventuale riduzione facoltativa del 35% per artigiani e commercianti, prevista dall'art. 1 comma 77 della Legge 190/2014) e proprio per questo si maturano diritti.

Le tutele dipendono dalla gestione di iscrizione:

  • Gestione Separata INPS (Legge 335/1995, art. 2 comma 26) per professionisti senza cassa: indennità di maternità, congedo parentale, indennità per degenza ospedaliera, assegno di invalidità, pensione contributiva.
  • Gestione Artigiani e Commercianti (Legge 233/1990) per chi svolge attività d'impresa: indennità di maternità a importo fisso, indennità per degenza, INAIL obbligatorio, pensione.
  • Casse di previdenza private (Forense, Inarcassa, ENPAM, ENPACL, EPAP, ENPAB, ENPAP, CIPAG, ecc.): regolamenti propri, in genere con indennità di maternità garantita anche con redditi bassi.

Per il quadro generale dei versamenti, leggi la guida sui contributi INPS forfettario 2025: comprende aliquote, scadenze e codici tributo.

Maternità in Gestione Separata: 80% del reddito degli ultimi 12 mesi

L'indennità di maternità per le iscritte alla Gestione Separata è disciplinata dall'art. 64 del D.Lgs. 151/2001 (TU maternità) e dalla Legge 379/1990. L'importo è pari all'80% di 1/365 del reddito dichiarato nei 12 mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile.

La durata standard è di 5 mesi complessivi, distribuiti come 2 mesi pre-parto e 3 mesi post-parto, oppure 1 mese prima e 4 dopo (flessibilità ex art. 20). In caso di parto prematuro, i giorni non goduti prima si recuperano nel periodo successivo.

Caso pratico: la psicologa Elena, Gestione Separata

Elena, psicologa libera professionista iscritta alla Gestione Separata INPS (la psicologia non ha cassa propria autonoma se non si opera in convenzione ENPAP), ha dichiarato un reddito imponibile di 28.000 euro nel 2025. Resta incinta nel 2026 con parto previsto a settembre.

Indennità giornaliera lorda: 28.000 × 80% / 365 = 61,37 €/giorno. Per i 5 mesi (circa 150 giorni) riceve circa 9.205 € lordi. La somma è tassata come reddito assimilato a lavoro dipendente (non come reddito forfettario): l'importo netto, considerando addizionali, si attesta intorno a 7.500-7.800 euro.

Elena deve fare attenzione: l'indennità non incide sul limite degli 85.000 euro forfettari, perché non è ricavo professionale, ma va indicata nel quadro RC del modello Redditi PF dell'anno di percezione.

Nota importante: durante la maternità non decadi dal regime forfettario. L'indennità INPS non rientra nei ricavi della partita IVA, va dichiarata separatamente. La P.IVA resta attiva e puoi continuare a emettere fatture: in tal caso, però, i giorni in cui lavori non sono indennizzati. È previsto un sistema di astensione effettiva.

Maternità Artigiane e Commercianti: importo fisso giornaliero

Per le iscritte alla gestione artigiani e commercianti l'indennità è strutturata diversamente. La base di calcolo è la retribuzione convenzionale giornaliera degli operai dell'industria, fissata annualmente con decreto interministeriale. Per il 2026 il valore di riferimento si aggira sui 57-58 € al giorno (80% della retribuzione convenzionale), per 5 mesi complessivi.

Totale orientativo: 8.500-8.700 € lordi indipendentemente dal reddito effettivo. Il meccanismo è più protettivo per chi fattura poco, meno generoso per chi ha redditi elevati.

Tabella di sintesi delle tutele di maternità a confronto:

Gestione INPS Calcolo Durata Importo orientativo (5 mesi)
Gestione Separata 80% di 1/365 del reddito ultimi 12 mesi 5 mesi (2+3 o 1+4) variabile, in media 6.000-12.000 €
Artigiani/Commercianti 80% retribuzione convenzionale fissa 5 mesi (2+3 o 1+4) circa 8.500-8.700 €
Cassa Forense 80% del reddito professionale dichiarato 5 mesi minimo garantito + variabile
Inarcassa 80% del reddito IRPEF ultimi 12 mesi 5 mesi minimo garantito + variabile
ENPAP (psicologi convenzionati) importo fisso annuo 5 mesi circa 5.500 €

Requisiti contributivi: la regola dei 3 mesi

Per ottenere l'indennità di maternità in Gestione Separata occorre avere almeno 3 mensilità di contribuzione nei 12 mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile. Il calcolo segue il meccanismo della "mensilizzazione" descritto nella Circolare INPS n. 42/2005: il versamento dei contributi (in acconto e saldo) copre proporzionalmente l'intero anno solare.

Per artigiani e commercianti il requisito si traduce nella regolarità dei versamenti trimestrali: se ci sono rate scadute non pagate al momento della domanda, l'indennità viene rigettata. È prassi, prima di presentare istanza, fare un controllo sull'estratto contributivo INPS per verificare la copertura.

Se sei al primo anno di attività e non hai ancora maturato i 3 mesi, l'indennità non spetta. È uno dei limiti più frequenti che colpisce chi apre P.IVA durante la gravidanza: l'unica risposta possibile è la pianificazione anticipata.

Malattia: copertura ridotta, solo per degenza ospedaliera

La situazione cambia, e in peggio, sul fronte malattia. La malattia comune (influenza, mal di schiena, sindromi virali) non è coperta per i forfettari iscritti a Gestione Separata, artigiani o commercianti: se ti ammali e non lavori, non fatturi, e l'INPS non interviene.

L'unica tutela monetaria è l'indennità per degenza ospedaliera, prevista dall'art. 1 della Legge 138/1943 (riformulato per la Gestione Separata dalla Legge 449/1997 e dal Decreto 12 luglio 2007). Scatta solo in caso di ricovero effettivo, per un massimo di 180 giorni l'anno, con queste regole:

  • Importo Gestione Separata: dal 4% al 16% del massimale contributivo annuo, in base ai mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti (1-4 mesi: 4%; 5-8: 8%; 9-12: 16%).
  • Importo artigiani e commercianti: in media 20-40 €/giorno, sempre proporzionato alla copertura.
  • Requisito: almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 precedenti il ricovero.
  • Domanda: entro 180 giorni dalla dimissione, allegando la cartella clinica.

Attenzione: malattia comune, quarantena per Covid-19 (terminata l'emergenza), isolamento domiciliare e visite ambulatoriali non attivano tutele economiche. È una lacuna strutturale del sistema previdenziale italiano per le partite IVA che rende sensato valutare una polizza privata di indennità giornaliera, soprattutto per chi non ha riserve liquide sufficienti a coprire 2-3 mesi senza fatturare.

Infortunio e invalidità: INAIL obbligatorio solo per alcuni

Per la maggior parte dei professionisti in Gestione Separata, l'iscrizione INAIL non è obbligatoria. L'adesione volontaria è possibile per chi svolge attività manuali a rischio (es. odontotecnici, alcuni terapisti). Artigiani e commercianti sono invece iscritti d'ufficio all'INAIL, con premio compreso nei contributi obbligatori, e ricevono indennità in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale.

In caso di invalidità grave che riduce la capacità lavorativa a meno di 1/3, l'INPS riconosce l'assegno ordinario di invalidità (AOI): servono 5 anni di contributi di cui 3 negli ultimi cinque. In caso di inabilità totale e permanente, scatta la pensione di inabilità, con requisiti più stringenti ma importo più elevato.

Congedo parentale per forfettari in Gestione Separata

L'art. 69 del D.Lgs. 151/2001 e successivi aggiornamenti riconoscono il congedo parentale anche ai padri e alle madri iscritti alla Gestione Separata: 3 mesi di astensione retribuita al 30% del reddito degli ultimi 12 mesi, da fruire entro il primo anno di vita del figlio.

Per artigiani e commercianti il congedo parentale è meno strutturato: esiste, ma con regole più restrittive e importi standardizzati. Il congedo va richiesto telematicamente sul portale INPS, sezione "Lavoratori autonomi", con preavviso di almeno 15 giorni rispetto all'inizio dell'astensione.

Assegno Unico Universale: stesso accesso per tutti

L'Assegno Unico e Universale per i figli a carico (D.Lgs. 230/2021) spetta a tutte le famiglie indipendentemente dal regime fiscale del genitore: dipendente, autonomo, forfettario o ordinario non fa differenza. L'importo (tra circa 57 € e 200 € mensili per figlio) dipende esclusivamente dall'ISEE.

Per approfondire le interazioni tra forfettario, ISEE e detrazioni residue (spese mediche, sportive, scolastiche), consulta la guida sulle detrazioni figli a carico nel regime forfettario. Ricorda che il forfettario non può applicare le ordinarie detrazioni IRPEF per figli a carico, perché il reddito da quadro LM non confluisce nel reddito complessivo: l'Assegno Unico le sostituisce con un trasferimento monetario diretto.

Bonus e misure accessorie: cosa spetta davvero ai forfettari

Oltre all'indennità INPS, esistono misure accessorie che possono interessare le forfettarie:

  • Bonus mamma lavoratrice 2024-2026: esonero contributivo per madri con almeno 2 figli (il più piccolo entro 10 anni) o 3+ figli (entro 18 anni). Applicabile solo alle lavoratrici dipendenti, non ai forfettari.
  • Bonus asilo nido: fino a 3.000 € annui in base all'ISEE, accessibile a tutte le famiglie incluso il forfettario.
  • Carta Dedicata a Te: contributo annuale per spese alimentari per famiglie con ISEE basso, aperto anche ai nuclei di forfettari.
  • Congedo parentale facoltativo retribuito: 3 mesi al 30% del reddito per i genitori in Gestione Separata; più articolato per altre gestioni.
  • Voucher baby-sitter / asilo nido: misura reintrodotta in alcune Regioni come integrazione del congedo.

Se hai già assunto un dipendente in forfettario, ricorda che i suoi diritti (maternità, malattia, ferie) seguono le regole del CCNL applicato e non sono assorbiti dalla tua disciplina fiscale.

Come si presenta la domanda all'INPS: la procedura pratica

Tutte le domande all'INPS si trasmettono in via telematica dal portale inps.it.

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS.
  2. Cerca il servizio "Indennità di maternità" o "Indennità di degenza ospedaliera" nell'area "Lavoratori autonomi".
  3. Compila la domanda telematica con dati anagrafici, gestione di iscrizione, dati del parto o del ricovero, IBAN per l'accredito.
  4. Allega i documenti: certificato medico di gravidanza per maternità (oppure cartella clinica per degenza), autocertificazione del periodo indennizzato, eventuale rinuncia all'attività durante la maternità.
  5. Conferma e ottieni il numero di protocollo. Il primo pagamento arriva di norma entro 30-60 giorni.

Tempistiche pratiche: la domanda di maternità si presenta idealmente entro il settimo mese di gravidanza; quella per degenza ospedaliera entro 180 giorni dalla dimissione (oltre il termine si decade dal diritto). Il pagamento avviene tramite bonifico sul conto indicato.

Errori comuni da evitare

  • Pensare che la maternità in forfettario sia automatica: la domanda va presentata e i requisiti di contribuzione vanno verificati. Non basta versare i contributi: serve l'istanza protocollata.
  • Dimenticare di astenersi effettivamente: l'indennità presuppone di non lavorare nei 5 mesi indennizzati. Emettere fatture in quel periodo può essere contestato e portare a revoca.
  • Non sommare la maternità ad altre attività: per la Gestione Separata si computa il reddito complessivo degli ultimi 12 mesi, anche da altre collaborazioni. Documentale tutte.
  • Confondere malattia comune e degenza ospedaliera: solo il ricovero ospedaliero attiva l'indennità. Una visita ambulatoriale, anche complessa, non basta.
  • Tardiva domanda per degenza: oltre 180 giorni dalla dimissione si perde il diritto, anche se hai tutti i requisiti.

Domande frequenti dei lettori

Posso fatturare durante i 5 mesi di maternità?

Tecnicamente l'indennità è incompatibile con il lavoro effettivo nei 5 mesi indennizzati: per Gestione Separata, in particolare, occorre dichiarare l'astensione effettiva. Per artigiane e commercianti la verifica è più lasca, ma emettere fatture intestate a prestazioni svolte nel periodo può portare a revoca dell'indennità.

Se mi ammalo gravemente senza ricovero, posso avere un'indennità?

No, l'INPS non riconosce l'indennità di malattia comune per i forfettari in Gestione Separata, artigiani e commercianti. L'unica copertura monetaria è la degenza ospedaliera. Per le casse private (es. Cassa Forense) esistono sussidi assistenziali in casi specifici di malattia grave, da verificare regolamento per regolamento.

La maternità si somma all'indennità di malattia per il congedo prolungato?

Se durante la gravidanza emergono patologie a rischio, è possibile richiedere l'interdizione anticipata tramite l'ASL territoriale (D.Lgs. 151/2001 art. 17): il periodo di anticipata indennizzato si aggiunge ai 5 mesi standard.

Posso versare contributi volontari per coprire periodi di assenza?

Sì, ma con limiti. Gestione Separata e Gestione Commercianti/Artigiani consentono il versamento di contributi volontari su autorizzazione INPS, utili a non interrompere l'accreditamento contributivo. La domanda di autorizzazione va inoltrata tramite il portale INPS, sezione "Versamenti volontari".

Riepilogo operativo

Il forfettario è tutelato, ma con coperture ridotte rispetto al lavoro dipendente. Versando regolarmente i contributi maturi diritto alla maternità (80% del reddito o importo fisso), all'indennità per ricovero ospedaliero, all'assegno di invalidità e, come tutti, all'Assegno Unico per i figli. Le lacune più rilevanti restano la malattia comune e l'infortunio non professionale: per chi dipende dal proprio reddito autonomo per la sopravvivenza familiare, una polizza privata di indennità giornaliera può chiudere il cerchio della tutela.

Riferimenti normativi: D.Lgs. 26 marzo 2001 n. 151 (Testo Unico maternità e paternità); Legge 8 agosto 1990 n. 379 (indennità di maternità Gestione Separata); Legge 8 agosto 1995 n. 335 art. 2 comma 26 (Gestione Separata); D.Lgs. 21 dicembre 2021 n. 230 (Assegno Unico Universale); Legge 23 dicembre 2014 n. 190 (regime forfettario); Circolari INPS n. 42/2005, n. 25/2019, n. 12/2022. Tutte le norme sono consultabili su Normattiva.it, le circolari su inps.it.