Guida alla scelta del codice ATECO per freelance e consulenti in regime forfettario con coefficienti di redditivita'

Codice ATECO per Freelance e Consulenti: Guida alla Scelta 2026

Il codice ATECO sembra una formalita' della pratica di apertura partita IVA. Nella realta', per chi entra in regime forfettario, e' la variabile che determina quante tasse pagherai per tutta la durata dell'attivita'. La differenza fra 62.01.00 e 62.02.00 sono due numeri, ma cambia la descrizione dell'attivita' e — in alcuni casi limite — le verifiche dell'Agenzia delle Entrate. Per la maggior parte dei freelance professionali il coefficiente resta 78%, ma le sfumature operative pesano nella vita quotidiana: iscrizione cassa, eventuali contestazioni, qualifica nei bandi pubblici. Vediamo come scegliere bene.

Cos'e' davvero il codice ATECO e da dove viene

ATECO sta per Attivita' Economiche ed e' la classificazione statistica delle attivita' produttive adottata in Italia. La versione vigente, ATECO 2025, e' entrata in vigore il 1° gennaio 2025 a seguito del Provvedimento Istat-AdE che ha allineato la classificazione italiana alla nuova NACE Rev. 2.1 dell'Eurostat. Sostituisce la precedente ATECO 2007 (e relative Update 2022).

La struttura e' gerarchica a sei cifre: sezione (una lettera), divisione (due cifre), gruppo, classe, categoria, sotto-categoria. Esempio: 62.02.00 → sezione J (Servizi di informazione e comunicazione) → divisione 62 (Produzione di software, consulenza informatica e attivita' connesse) → gruppo 62.0 → classe 62.02 (Attivita' di consulenza nel settore delle tecnologie dell'informatica) → categoria 62.02.00.

In sede di apertura partita IVA, sul modello AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (soggetti diversi), il codice va dichiarato per esteso a sei cifre. La Agenzia delle Entrate non accetta codici tronchi a quattro cifre se la classificazione prevede il dettaglio.

Perche' nel forfettario il codice ATECO determina le tasse

La Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 64, e relativo Allegato 4, raggruppa tutti gli ATECO in nove categorie, ciascuna con un coefficiente di redditivita' proprio. Il coefficiente e' la percentuale di fatturato che viene considerata reddito imponibile; il resto e' "costo presunto" e non subisce tassazione.

Da qui la regola che ripetiamo a chi apre P.IVA: il tuo codice ATECO determina il tuo coefficiente, e il coefficiente determina la base imponibile dell'imposta sostitutiva e dei contributi INPS. Su 50.000 euro di fatturato, con coefficiente 78% il reddito imponibile e' 39.000 euro; con coefficiente 67% sono 33.500; con coefficiente 40% sono 20.000 euro. La differenza in imposte e contributi puo' superare i 5.000 euro l'anno.

I nove gruppi e i coefficienti dell'Allegato 4

Sintesi completa, presa direttamente dall'Allegato 4 alla L. 190/2014 nella versione aggiornata:

Gruppo attivita' Sezioni / Divisioni ATECO Coefficiente
Industrie alimentari e delle bevandediv. 10-1140%
Commercio all'ingrosso e al dettagliodiv. 45 e 46.2-46.9, 47 ad eccezione 47.81-47.82-47.8940%
Commercio ambulante e ingrosso prodotti alimentaridiv. 47.81 e 47.8240%
Commercio ambulante altri prodottidiv. 47.8954%
Costruzioni e attivita' immobiliarisez. F e div. 6886%
Intermediari del commerciodiv. 46.162%
Alloggio e ristorazionesez. I40%
Attivita' professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, finanziari/assicurativisez. K, M, P, Q, R, S78%
Altre attivita' economichetutte le altre (incluse sez. J, N parzialmente)67%

La fascia che interessa il 70% dei freelance professionali e' quella all'78% (attivita' professionali). La seconda piu' diffusa, soprattutto per developer e tecnici IT, e' quella al 67% ("altre attivita'") — la sezione J ricade qui, non in M.

Una nota tecnica importante spesso fraintesa: la sezione J (Servizi di informazione e comunicazione), che include le attivita' di produzione software e consulenza informatica (div. 62), non rientra tra le "attivita' professionali" della L. 190/2014. Quindi un programmatore con codice 62.01.00 ha coefficiente 67%, non 78%. Per essere precisi: ne' meglio ne' peggio in assoluto, dipende dalla struttura dei costi. Sul versante imposta sostitutiva e contributi e' favorevole (paghi meno); per il singolo professionista, pero', conviene sempre verificare in dettaglio il proprio caso.

Codici piu' usati dai freelance e dai consulenti

Andiamo nel concreto. Riportiamo i codici che vediamo piu' spesso aprire in studio, raggruppati per professione, con coefficiente e cassa previdenziale di pertinenza.

Sviluppo software e IT

Codice Descrizione Coefficiente Cassa
62.01.00Produzione di software non connesso all'edizione67%Gestione Separata INPS
62.02.00Consulenza nel settore delle tecnologie dell'informatica67%Gestione Separata INPS
62.09.09Altre attivita' dei servizi connessi alle tecnologie dell'informatica67%Gestione Separata INPS
63.11.19Altre elaborazioni elettroniche di dati67%Gestione Separata INPS
74.10.21Attivita' dei disegnatori grafici di pagine web78%Gestione Separata INPS

Marketing, comunicazione, copywriting

Codice Descrizione Coefficiente
70.21.00Pubbliche relazioni e comunicazione78%
70.22.01Consulenza marketing78%
70.22.09Altra consulenza imprenditoriale e gestionale78%
73.11.01Ideazione di campagne pubblicitarie78%
73.11.02Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari78%
73.20.00Ricerche di mercato e sondaggi di opinione78%
90.03.09Altre creazioni artistiche e letterarie (copywriting puro)78%

Consulenza fiscale, aziendale, gestionale

Codice Descrizione Note
69.20.11Servizi di dottori commercialistiSolo iscritti all'Ordine
69.20.12Servizi di ragionieri e periti commercialiSolo iscritti all'Ordine
69.20.13Servizi di consulenza tributariaSolo iscritti all'Albo o all'Ordine
69.20.14Servizi di consulenza del lavoroSolo Consulenti del Lavoro iscritti
70.22.09Consulenza aziendale, organizzativa, strategica (non riservata)Liberi professionisti senza ordine

Designer, traduttori, fotografi, formatori

Codice Descrizione Coefficiente
74.10.10Attivita' di design di moda e design industriale78%
74.10.21Designer di pagine web (web designer, UX/UI)78%
74.10.29Altre attivita' di design (graphic design)78%
74.20.11Attivita' di fotografi (servizi vari)78%
74.20.12Laboratori fotografici di sviluppo, stampa67%
74.30.00Traduzione e interpretariato78%
85.59.20Corsi di formazione e aggiornamento professionale78%
85.59.90Altri servizi di istruzione n.c.a.78%

Per approfondire il tema specifico dei tecnici informatici e capire quale dei tre codici 62.0x scegliere, abbiamo dedicato una guida ai professionisti IT.

Caso pratico 1: developer che sceglie 62.01.00 invece di 62.02.00

Caso pratico 1 — Riccardo, full-stack developer, primo anno

Riccardo apre P.IVA come sviluppatore. Su un forum legge "il codice piu' usato dai developer e' 62.01.00", lo dichiara nell'AA9/12. Lavora per due aziende italiane scrivendo codice React e Node.js per applicazioni web personalizzate.

Dopo un anno chiede una consulenza in studio: vuole sapere se ha scelto bene. Il dubbio nasce da un cliente che gli chiede di fatturare come "consulenza informatica" e di produrre un'analisi tecnica preliminare prima dello sviluppo.

Analisi: il codice 62.01.00 ("Produzione di software non connesso all'edizione") e' corretto per chi scrive il codice. Il 62.02.00 ("Consulenza nel settore delle tecnologie dell'informatica") e' invece per chi fa analisi, progettazione, formazione tecnica, audit di sistemi senza scrivere direttamente codice. Sul piano fiscale, entrambi 67% di coefficiente: la differenza pratica e' minima. Sul piano della descrizione attivita', Riccardo fa principalmente sviluppo: 62.01.00 e' corretto. Se in futuro il mix dovesse spostarsi (es. progetta architetture, fa code review, forma team), aprire 62.02.00 come codice secondario.

Cosa NON cambia: imposta sostitutiva, contributi INPS Gestione Separata, soglia 85k. Stesso identico carico fiscale e contributivo.

Cosa cambia: la descrizione che compare in visura camerale (se iscritto), gli eventuali requisiti dei bandi pubblici, la dicitura nelle fatture ai clienti.

Caso pratico 2: consulente di marketing che apre 70.22.09

Caso pratico 2 — Sara, consulente marketing e social media

Sara ha 28 anni, lavorava come dipendente in un'agenzia di marketing. Apre P.IVA per fare consulenza freelance ad aziende clienti. Aliquota 5% (nuova partita IVA, rispetta i requisiti del comma 65).

Il commercialista a cui si rivolge per la prima volta propone 70.22.09 (consulenza imprenditoriale e gestionale). Sara, leggendo online, si chiede se non sia meglio 73.11.02 (campagne di marketing). Tutti e due hanno coefficiente 78%, quale scegliere?

Distinguo:

  • 70.22.09 e' il codice per chi fa consulenza strategica e direzione di funzione: piani marketing, analisi di posizionamento, definizione del go-to-market, audit organizzativo. Senza esecuzione operativa diretta delle campagne.
  • 73.11.02 e' per chi esegue le campagne: gestione adv su Meta/Google, gestione social, produzione di creativi, copywriting promozionale, monitoraggio KPI.

Sara fa entrambe le cose: una giornata in advisory strategica per una PMI, due giornate operative gestendo le campagne di un altro cliente. Il codice prevalente dipende dal mix di fatturato: se il 60% viene da campagne operative, 73.11.02 e' prevalente. Se il 60% viene da advisory, e' 70.22.09 prevalente. Nel forfettario la dicitura prevalente determina il coefficiente che si applica a tutto il fatturato, ma essendo entrambi al 78% Sara puo' scegliere quella piu' aderente alla descrizione che vuole dare di se' all'esterno (sito, LinkedIn, profili professionali).

Attivita' multiple: il codice prevalente vince su tutto

Capita spesso, soprattutto fra freelance, di svolgere piu' attivita' diverse: un designer che fa anche formazione, un consulente IT che vende anche piccoli prodotti, una traduttrice che fa anche copywriting. La regola fissata dal comma 64 e dalla prassi dell'Agenzia delle Entrate (Risoluzione 5/E del 4 marzo 2016 e successiva Circolare 9/E 2019) e' netta:

  1. Si individua il codice prevalente per ricavi, considerando l'attivita' "principale" dal punto di vista economico.
  2. Il coefficiente di redditivita' del codice prevalente si applica all'intero fatturato dell'anno, compreso quello delle attivita' secondarie.
  3. Le attivita' secondarie vanno comunque dichiarate (campo "altre attivita'" del modello AA9/12), ma non incidono sul calcolo del coefficiente.

Attenzione al mix che cambia tutto. Se hai 30.000 euro da consulenza marketing (78%) e 35.000 da commercio online (40%), il prevalente e' il commercio: tutto il fatturato (65.000) verra' tassato al 40%. Risultato: reddito imponibile 26.000. Bello, ma cambia l'inquadramento INPS (passi da Gestione Separata a Gestione Commercianti, con minimali e modalita' di versamento diverse). Se invece la consulenza fosse a 40.000 e il commercio a 25.000, il prevalente sarebbe la consulenza al 78% e tutto verrebbe tassato a quel coefficiente. La pianificazione del mix di attivita' incide concretamente sul carico complessivo.

Come modificare il codice ATECO in corso d'anno

L'attivita' evolve, il codice scelto in fase di apertura puo' non essere piu' corretto, o ti accorgi di un errore. Modificare il codice ATECO si puo' in qualunque momento, e la procedura richiede:

  1. Compilazione del modello AA9/12 (per persone fisiche) con indicazione del nuovo codice nel quadro B (attivita' principale) o D (altre attivita').
  2. Trasmissione entro 30 giorni dalla variazione: telematicamente via Fisconline/Entratel, oppure tramite il proprio commercialista intermediario abilitato.
  3. Aggiornamento Registro Imprese tramite ComUnica, se sei iscritto in Camera di Commercio (artigiani, commercianti, imprese individuali non professionali).
  4. Aggiornamento INPS se il cambio comporta un transito tra Gestione Separata e Gestione Artigiani/Commercianti.
  5. Aggiornamento Cassa professionale (Cassa Forense, INARCASSA, ecc.) se applicabile.

Il cambio di ATECO non richiede chiusura e riapertura della partita IVA. La variazione produce effetti dall'anno di modifica: nel forfettario, se il nuovo coefficiente e' diverso, si applica al fatturato dell'intero anno calcolato secondo il codice prevalente al 31 dicembre. Per i dettagli operativi sulla pratica di apertura, vedi la guida all'apertura della partita IVA.

Errori comuni nella scelta dell'ATECO

Sei errori che vediamo ricorrere fra chi sceglie il codice senza consulenza, e di cui spesso si paga il prezzo qualche anno dopo.

1. Copiare l'ATECO di un collega "che fa la stessa cosa". Le sfumature nelle descrizioni Istat contano. Due web designer apparentemente identici possono avere codici diversi a seconda che lavorino piu' su grafica (74.10.29) o su disegno di pagine web (74.10.21). La descrizione ufficiale Istat di ciascun codice e' accessibile dalla banca dati ATECO 2025: vale la pena leggerla.

2. Scegliere il codice con coefficiente piu' basso "per pagare meno". La Risoluzione AdE n. 5/E del 4 marzo 2016 chiarisce che, in caso di disallineamento tra attivita' dichiarata e attivita' effettivamente svolta, l'Agenzia puo' riqualificare d'ufficio il codice e applicare il coefficiente corretto retroattivamente, con sanzioni per dichiarazione infedele (90-180% della maggiore imposta dovuta).

3. Dichiarare un codice "comodo" 62.01.00 quando si fa solo consulenza (62.02.00). Coefficiente identico, ma in sede di controllo si guarda alle fatture emesse e alla loro descrizione: "consulenza per progettazione architettura cloud" su codice 62.01.00 "produzione software" e' un disallineamento manifesto. Non e' un reato fiscale di per se' (il coefficiente non cambia), ma e' una segnalazione di superficialita' nella tenuta degli adempimenti.

4. Aprire un codice che richiede iscrizione albo senza averla. Molti codici sono riservati a iscritti all'Ordine: 69.20.11 (commercialisti), 69.20.14 (consulenti del lavoro), 74.20.11 quando esercitato come fotografo registrato, alcuni codici sanitari. Dichiararli senza i requisiti porta a contestazioni e cancellazione dalla CCIAA.

5. Dimenticare l'impatto sul cumulo con lavoro dipendente. Se hai un lavoro dipendente e apri P.IVA in attivita' "riconducibile" al settore del tuo datore, il regime forfettario non e' accessibile per i due anni successivi alla cessazione (art. 1 c. 57 lett. d-bis L. 190/2014). Il codice ATECO scelto e' uno dei criteri per valutare la "riconducibilita'". Approfondisci nella guida forfettario e lavoro dipendente.

6. Trascurare i costi differenti di apertura. Codici della sezione G (commercio) e F (costruzioni) richiedono iscrizione in Camera di Commercio (diritto annuale 88-200 euro), iscrizione SUAP, SCIA al Comune. Codici della sezione M (professionisti) hanno solo l'apertura AdE. Prima di scegliere, valuta i costi annuali complessivi nella nostra stima costi della partita IVA.

Domande frequenti dei lettori

"Posso aprire piu' codici ATECO contemporaneamente?"

Si'. Nel modello AA9/12 dichiari un codice principale e un numero illimitato di codici secondari. Nel forfettario, pero', il coefficiente di redditivita' applicato al fatturato totale e' quello del codice prevalente per ricavi. Se le attivita' hanno coefficienti diversi e cambiano nel tempo, vale la pena rivedere periodicamente quale codice e' davvero "prevalente".

"Cambia qualcosa fra ATECO 2007 e ATECO 2025?"

Si', alcune codifiche e descrizioni sono cambiate. La maggior parte dei codici della sezione M e J restano simili nella numerazione, ma le sotto-categorie sono state ridefinite. Chi ha una partita IVA aperta prima del 2025 con codici della vecchia classificazione e' stato aggiornato d'ufficio dall'Agenzia delle Entrate, ma vale la pena verificare nel proprio cassetto fiscale che il codice riportato corrisponda alla nuova classificazione.

"Se cambio attivita' completamente, devo aprire una nuova P.IVA?"

No. Anche un cambio radicale (es. da consulenza marketing a vendita prodotti alimentari) si gestisce con modifica del codice ATECO via AA9/12. La P.IVA resta la stessa, cambia il codice principale. Nel forfettario, se il nuovo codice ha coefficiente diverso, l'effetto e' sul fatturato dell'intero anno della modifica.

"L'ATECO determina anche la cassa previdenziale?"

Indirettamente si'. Codici della sezione G (commercio), F (costruzioni), I (alloggio/ristorazione), C (manifattura) di norma richiedono iscrizione INPS Artigiani o Commercianti. Codici della sezione M (professioni) e J (servizi informazione) vanno in Gestione Separata, salvo che la professione abbia una cassa privata (Cassa Forense per avvocati, INARCASSA per ingegneri/architetti, CNPADC per commercialisti). La scelta dell'ATECO si porta dietro automaticamente il regime contributivo.

In sintesi: cinque minuti di analisi che valgono anni di tasse

Il codice ATECO non e' una formalita' burocratica: e' la decisione che imposta il tuo regime contributivo, il tuo coefficiente di redditivita' e, in caso di controlli, la lente attraverso cui l'Agenzia legge la tua attivita'. Prima di firmare il modello AA9/12, dedica trenta minuti a leggere le descrizioni Istat dei codici candidati, confronta i coefficienti dell'Allegato 4 della L. 190/2014 e, se hai dubbi, chiedi una verifica al tuo commercialista. Modificare l'ATECO in seguito si puo', ma costa tempo e a volte qualche complicazione lato cassa previdenziale: meglio impostare bene fin dall'inizio.

Riferimenti normativi citati: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89, comma 64 e Allegato 4 (coefficienti di redditivita'), comma 57 lett. d-bis (cumulo lavoro dipendente); Provvedimento Istat-AdE 27 settembre 2024 (introduzione classificazione ATECO 2025); Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 5/E del 4 marzo 2016 (chiarimenti su codice prevalente e cambio ATECO); Circolare AdE n. 9/E del 10 aprile 2019 (regime forfettario, attivita' miste); DPR 605/1973 (anagrafe tributaria e codici attivita').

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