Come Aprire Partita IVA in Regime Forfettario: Guida Passo Passo 2025
Mettersi in proprio nel 2026 e' una scelta che ogni anno fanno migliaia di freelance, artigiani e piccoli imprenditori italiani. Il regime forfettario resta la porta d'ingresso piu' agevole: imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi cinque anni se sei una "nuova attivita'"), niente IVA da addebitare, contabilita' semplificata. Ma per arrivarci serve una procedura precisa. Questa guida la srotola passo per passo: requisiti, scelta del codice ATECO, modello AA9/12, INPS, Camera di Commercio se serve, e tutto cio' che e' meglio fare nei primi mesi.
Requisiti per accedere al forfettario
Le condizioni sono fissate dalla Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89. Il limite di ricavi a 85.000 euro arriva con la Legge 197/2022 (Bilancio 2023). Devi rispettarle tutte. Basta che ne salti una e l'accesso non si apre — o, se lo apri lo stesso, si chiude retroattivamente.
- Ricavi o compensi nell'anno precedente sotto gli 85.000 €. Vale il principio di cassa (quello che incassi, non quello che fatturi). Se apri in corso d'anno il limite si ragguaglia ai mesi di effettiva attivita'.
- Spese per lavoro dipendente e collaboratori sotto i 20.000 € lordi annui. Inclusi co.co.co., associati in partecipazione e prestazioni occasionali.
- Nessuna partecipazione in societa' di persone, studi associati o imprese familiari attive.
- Nessun controllo (diretto o indiretto) di SRL che svolgano attivita' riconducibile a quella della tua P.IVA.
- Redditi da lavoro dipendente o assimilato nell'anno precedente sotto i 30.000 € (limite che non si applica se il rapporto e' cessato entro il 31 dicembre).
- Residenza fiscale in Italia. Se sei residente all'estero, almeno il 75% del reddito complessivo deve essere prodotto in Italia.
- Non fatturare prevalentemente (oltre il 50%) verso il datore o ex datore di lavoro degli ultimi due anni.
Requisito "novita'" per la flat tax al 5%. L'aliquota agevolata del 5% nei primi cinque anni richiede tre condizioni cumulative: non aver esercitato attivita' artistica, professionale o d'impresa nei tre anni precedenti; non costituire la mera prosecuzione di un'attivita' precedentemente svolta come lavoro dipendente o autonomo (salvo praticantato obbligatorio); se l'attivita' continua una di altro soggetto, i ricavi del periodo precedente devono essere sotto la soglia. Mancare anche solo una condizione costa 10 punti di aliquota all'anno.
Per la lista completa delle esclusioni e dei casi limite c'e' la guida alle cause ostative aggiornata.
Procedura passo per passo
1. Scegli il codice ATECO (2025)
Dal 1 aprile 2025 e' in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che sostituisce la ATECO 2007. Per chi apre da zero, si parte direttamente dai codici nuovi. Il codice ATECO identifica l'attivita' e, soprattutto, determina il coefficiente di redditivita': la percentuale di fatturato che il fisco considera "reddito" ai fini dell'imposta sostitutiva.
Qualche esempio operativo: sviluppo software 62.01.00 al 67%, consulenza aziendale (codici categoria 70) al 78%, grafica e design 74.10.21 al 78%, costruzioni 41/42/43 al 86%, intermediari del commercio 46.1 al 62%, commercio al dettaglio 47 al 40%. Sbagliare codice significa pagare di piu' (o di meno, con rischio di rettifica). L'elenco ufficiale e' su ISTAT; per casi dubbi e' utile un commercialista.
2. Compila e invia il modello AA9/12
Il modello AA9/12 e' la dichiarazione di inizio attivita' per le persone fisiche, prevista dall'art. 35 del DPR 633/1972 (Decreto IVA). Si invia online dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Tempo di compilazione: 20-30 minuti.
Punto critico: nel quadro E devi barrare la casella relativa al regime forfettario ex L. 190/2014. Senza quella spunta parti in regime ordinario. L'apertura della P.IVA e' gratuita: nessuna imposta di bollo, nessun diritto fisso.
3. Iscriviti alla gestione previdenziale
Tre strade in base all'attivita':
- Professionisti senza cassa (consulenti, web designer, copywriter, formatori, programmatori indipendenti): iscrizione alla Gestione Separata INPS, aliquota indicativa 26,07% (24% per pensionati o iscritti ad altra forma previdenziale).
- Artigiani (elettricisti, idraulici, falegnami, parrucchieri, estetisti): Gestione Artigiani INPS, contributi fissi annui (circa 4.460 euro nel 2025) + percentuale del 24% sull'eccedenza del minimale.
- Commercianti (e-commerce, negozi, ambulanti, intermediari): Gestione Commercianti INPS, fissi circa 4.550 euro + 24,48% sull'eccedenza.
- Professionisti con cassa propria (avvocati alla Cassa Forense, medici a ENPAM, ingegneri e architetti a Inarcassa, commercialisti a CNPADC, geometri a CIPAG, e cosi' via): iscrizione alla cassa di categoria, regole specifiche.
Per la Gestione Separata l'iscrizione si fa sul portale INPS con SPID, sezione "Iscrizione e variazione gestione separata". Per artigiani e commercianti l'iscrizione INPS e' contestuale a ComUnica (vedi passo 5).
4. Attiva la fatturazione elettronica
Dal 1 gennaio 2024 la fatturazione elettronica e' obbligatoria per tutti i forfettari senza soglie di esonero (D.Lgs. 127/2015, art. 1, come novellato dal DL 36/2022). Serve un software compatibile con il Sistema di Interscambio (SDI). Le opzioni: il servizio gratuito "Fatture e Corrispettivi" di AdE; software dedicati che gestiscono in automatico natura IVA N2.2, dicitura forfettaria e marca da bollo virtuale.
Imposta di bollo da 2 euro: dovuta sulle fatture forfettarie con importo superiore a 77,47 euro. Si versa trimestralmente con F24 (codice 2521).
5. ComUnica per artigiani e commercianti
Se svolgi attivita' d'impresa (artigiano, commerciante, impresa individuale), oltre all'AA9/12 devi presentare la pratica ComUnica al Registro delle Imprese tramite il portale registroimprese.it, con firma digitale. ComUnica e' una pratica unica che, in un solo invio, gestisce: iscrizione al Registro Imprese, iscrizione INPS Artigiani/Commercianti, comunicazione INAIL e, dove richiesta, iscrizione all'albo artigiani regionale.
Costi: 18 euro di diritti di segreteria + 17,50 euro di bollo + 88-120 euro/anno di diritto camerale (prima rata al momento dell'iscrizione). Per i liberi professionisti questa pratica non e' necessaria.
Costi: quanto costa davvero aprire?
| Voce | Professionista | Artigiano/Commerciante |
|---|---|---|
| Attribuzione P.IVA (AdE) | 0 € | 0 € |
| PEC (annuale) | 5-15 € | 5-15 € |
| ComUnica (una tantum) | — | 35,50 € |
| Diritto camerale (annuale) | — | 88-120 € |
| Commercialista per apertura | 0-300 € | 100-400 € |
| Software fatturazione (annuale) | 0-60 € | 0-120 € |
Per il quadro completo vedi quanto costa la partita IVA forfettaria.
Casi pratici dal nostro lavoro quotidiano
Marco, designer freelance
Marco lavora come graphic designer dipendente a Milano fino a febbraio 2026. Si licenzia e a marzo apre P.IVA forfettaria con codice ATECO 74.10.21 (design specializzato, coefficiente 78%). Stima di fatturare 35.000 euro nel primo anno.
Calcolo previsionale: reddito imponibile 35.000 x 78% = 27.300 €. Imposta sostitutiva al 5% (nuova attivita') = 1.365 €. Contributi Gestione Separata 26,07% x 27.300 = 7.117 €. Carico complessivo: circa 8.482 €, pari al 24% del fatturato. Accantonamento mensile suggerito: 700 €/mese.
Giulia, parrucchiera artigiana
Giulia apre un salone come ditta individuale artigiana ad aprile 2026. ATECO 96.02.01 (parrucchiere), coefficiente 67%. Fatturato previsto 32.000 €.
Reddito imponibile: 32.000 x 67% = 21.440 €. Imposta sostitutiva 5% (nuova attivita') = 1.072 €. Contributi Gestione Artigiani con riduzione 35% richiesta entro il 28 febbraio: fissi 2.899 € + variabile su eccedenza 24% x 65% x (21.440 - 18.555) = 450 €. Totale contributi 3.349 €. Carico complessivo: 4.421 €.
Le prime cose da fare dopo l'apertura
- Calcola la stima delle tasse con il nostro calcolatore gratuito per impostare l'accantonamento giusto fin dalla prima fattura.
- Apri un conto corrente dedicato. Non e' obbligatorio per legge per i forfettari (a differenza degli ordinari), ma e' essenziale per non confondere flussi personali e professionali.
- Imposta un fondo tasse: 25-35% di ogni incasso messo da parte su un conto separato. Cosi' a giugno e novembre non sei in difficolta'.
- Segna le scadenze: 30 giugno (saldo + primo acconto), 30 novembre (secondo acconto). Per artigiani/commercianti aggiungi le rate fisse del 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio.
- Richiedi la riduzione contributi al 35% se sei artigiano o commerciante. La domanda si presenta sul Cassetto Previdenziale INPS entro il 28 febbraio dell'anno di applicazione. La trovi spiegata in dettaglio nei contributi INPS forfettario 2026.
- Iscriviti al portale Fatture e Corrispettivi di AdE per attivare la fatturazione elettronica.
Errori comuni da evitare
- Codice ATECO scelto male. Un coefficiente piu' alto significa piu' imposta. Esempio: scegliere "consulenza" (78%) invece del piu' specifico "sviluppo software" (67%) puo' costare 1.000-1.500 euro all'anno.
- Casella forfettario non barrata nell'AA9/12. Sembra ovvio, eppure capita. Si corregge con una variazione, ma intanto si rischia di fatturare con IVA esposta.
- PEC inattiva o non gestita. Le notifiche fiscali arrivano li'. Non controllare la PEC equivale a non controllare la posta cartacea.
- Iscrizione INPS oltre i 30 giorni. Per la Gestione Separata l'iscrizione si fa dopo aver ricevuto la P.IVA, sul portale INPS. Mancarla espone a sanzioni.
- Fatturare al precedente datore. La causa ostativa di prevalenza fa decadere. Se devi proprio lavorare con loro, mantieni la quota sotto il 50% per i primi due anni.
- Non accantonare per il "doppio colpo". Il secondo anno paghi saldo dell'anno 1 + due acconti dell'anno 2. Se non hai messo da parte, ti trovi a giugno con tre mensilita' da tirare fuori in una volta.
- Superare gli 85.000 € senza accorgersene. Tra 85.001 e 100.000 € decadi dall'anno successivo. Oltre 100.000 € decadi nell'anno stesso, con obbligo di liquidare l'IVA retroattivamente. Vedi limite 85.000.
Domande frequenti
Posso aprire P.IVA in autonomia o devo per forza andare dal commercialista?
Puoi aprire in autonomia: il modello AA9/12 e' disponibile online nell'area riservata AdE e l'invio e' gratuito. Per professionisti senza Camera di Commercio la procedura e' realmente fattibile da soli. Per artigiani e commercianti la pratica ComUnica e' piu' tecnica (richiede firma digitale e conoscenza del portale registroimprese.it): conviene farsi aiutare, almeno la prima volta.
Quanto tempo passa tra apertura e prima fattura?
L'attribuzione della P.IVA via canale telematico e' immediata (poche ore). Lo stesso giorno puoi emettere la prima fattura elettronica, a patto di avere gia' attivato l'accesso al portale Fatture e Corrispettivi o un software SDI. Tipicamente il primo giorno utile per fatturare e' il giorno dopo l'invio dell'AA9/12.
Devo aprire una P.IVA se faccio solo qualche lavoretto occasionale?
No, se i compensi annui restano sotto i 5.000 euro lordi (soglia delle prestazioni occasionali, art. 67 TUIR). Sopra i 5.000 €/anno scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS. Sopra i 30.000 €/anno (oppure se l'attivita' e' organizzata e abituale) e' obbligatoria l'apertura della P.IVA. Per il dettaglio vedi prestazione occasionale e P.IVA.
Posso aprire P.IVA forfettaria se ho gia' un lavoro dipendente?
Si', a condizione che il reddito da dipendente nell'anno precedente sia sotto 30.000 euro lordi e che non si fatturi prevalentemente verso lo stesso datore. Approfondimento in forfettario e lavoro dipendente.
Riferimenti normativi
- Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 (istituzione regime forfettario)
- Legge 197/2022, Legge di Bilancio 2023 (limite 85.000 euro)
- DPR 633/1972, art. 35 (dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attivita')
- D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 (fatturazione elettronica)
- Provvedimenti AdE annuali — istruzioni AA9/12 e codici ATECO 2025
- Circolari INPS per aliquote e minimali (consultabili su inps.it)