Banner guida ai rimborsi spese al cliente nel regime forfettario, anticipazioni ex art. 15 e trasferte

Rimborsi Spese al Cliente in Regime Forfettario: Guida Pratica

Hai pagato un biglietto del treno per andare dal cliente, un hotel, dei materiali o una marca da bollo per suo conto. Come te li fai rimborsare senza farli entrare nel calcolo del reddito forfettario? La risposta cambia a seconda del tipo di spesa. Ecco le regole, le citazioni normative aggiornate e gli esempi pratici di clienti che abbiamo seguito.

RQ

Redazione CalcoloForfettario.it · Quadra Srl Benefit

Articolo curato dalla redazione fiscale di Quadra Srl Benefit (Vicenza, P.IVA 03652470240). Riferimenti: art. 15 DPR 633/1972, art. 54 TUIR, Risoluzione Agenzia Entrate 96/E del 2002, Legge 190/2014. Ogni esempio è ispirato a casi concreti, con nomi e numeri di fantasia. Chi siamo.

Per chi è in regime forfettario la gestione dei rimborsi spese è un tema sensibile perché tutto quello che fatturi concorre al limite degli 85.000 euro e al coefficiente di redditività. Se un rimborso entra nel fatturato, pagherai imposta sostitutiva anche su quello, erodendo il tuo margine effettivo. Per fortuna il legislatore ha previsto un meccanismo ad hoc: le anticipazioni ex articolo 15 del DPR 633/1972, che sono fuori campo IVA e fuori reddito.

L'articolo 15, comma 1, n. 3 del decreto IVA stabilisce che non concorrono a formare la base imponibile "le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate". Questa norma vale per tutti i regimi IVA, forfettario compreso. La Risoluzione Agenzia Entrate 96/E del 24 luglio 2002 ha poi chiarito i requisiti documentali e l'ambito applicativo, mentre l'art. 54 TUIR (DPR 917/1986) governa il principio generale dei rimborsi spese nel reddito di lavoro autonomo, che il forfettario adatta con il coefficiente.

Due regimi diversi: rimborso vs anticipazione ex art. 15

La differenza è sostanziale e va capita subito, perché determina l'impatto fiscale del rimborso. Sembra una sottigliezza burocratica, ma su un fatturato significativo può fare la differenza tra restare sotto la soglia degli 85.000 euro o esserne fuori:

CaratteristicaAnticipazione ex art. 15Rimborso spese ordinario
Documento intestato aCliente finaleTe stesso (forfettario)
Impatto IVAFuori campo IVA (art. 15)Come il compenso principale (N2.2)
Concorre al redditoNoSì (× coefficiente)
Concorre al limite 85kNo
Marca da bolloNon rileva per séConcorre al calcolo dei 77,47 euro
Codice natura SDIN1 (escluse)N2.2 (non soggette)

La regola è chiara: se la fattura/ricevuta è intestata al cliente ed è stata pagata da te in anticipo per suo conto, è anticipazione ex art. 15. Se la spesa l'hai sostenuta tu nell'esercizio della tua attività e vuoi ribaltarla sul cliente, è un rimborso ordinario che va dentro il compenso.

Anticipazioni ex art. 15: i tre requisiti che le rendono valide

La giurisprudenza e la prassi dell'Agenzia hanno consolidato tre requisiti che devono coesistere perché una spesa sia considerata anticipazione ex art. 15:

  1. Spesa sostenuta in nome e per conto della controparte: deve risultare chiaramente che paghi qualcosa che è dovuto dal cliente, non da te. Non basta che il cliente "te la rimborsi"; serve che il pagamento sia formalmente attribuibile a lui.
  2. Documentazione intestata al cliente o riferibile a lui: ricevuta, F24, fattura, attestato — deve riportare il nominativo del cliente o riferimento univoco alla sua pratica. Una ricevuta intestata a te non è anticipazione ex art. 15, anche se la spesa è funzionale al cliente.
  3. Indicazione separata in fattura: il rimborso va indicato fuori dall'imponibile, con dicitura espressa "Anticipazione ex art. 15 DPR 633/72 — non concorre alla formazione del reddito".

Se manca uno dei tre, l'Agenzia delle Entrate in sede di accertamento può riqualificare l'importo come compenso, con sanzioni per imposta sostitutiva non versata e omessa fatturazione corretta.

Casi tipici di anticipazioni ex art. 15 per i forfettari:

  • Marche da bollo e diritti di segreteria pagati per conto del cliente (es. per pratiche camerali, registrazioni, visure CCIAA).
  • Tasse e imposte a carico del cliente (bollo auto in pratiche delegate, registrazione contratti di locazione).
  • Diritti di cancelleria versati su mandato del cliente.
  • Pagamento fatture di terzi intestate al cliente (raro ma tecnicamente possibile, es. l'avvocato che paga il perito su delega del cliente).

Requisito chiave: la spesa deve essere documentata e il documento deve riferirsi al cliente (non a te). Se hai pagato una marca da bollo all'ufficio postale per una pratica del cliente, conserva la ricevuta con il nominativo del cliente o il riferimento di pratica; se hai versato un bollo auto per suo conto, conserva il modello F24 (intestato a lui).

Rimborsi spese ordinari (dentro il compenso)

Quando hai sostenuto una spesa per conto tuo nell'esercizio dell'attività (treno per raggiungere il cliente, pernottamento, pranzo di lavoro, materiali acquistati a tuo nome per realizzare il servizio), stai comprando qualcosa che ti serve come professionista. Anche se il cliente te la "rimborsa", ai fini fiscali è un compenso: le fatture/ricevute sono intestate a te, non al cliente.

Questo tipo di rimborso:

  • Entra nel fatturato lordo (quindi concorre al limite di 85.000 euro).
  • Viene tassato applicando il coefficiente di redditività del tuo ATECO al totale fatturato.
  • In fattura si indica come compenso con codice natura N2.2 (o come rimborso spese dentro il totale imponibile).

Il motivo è normativo e pratico: nel regime forfettario non puoi dedurre le spese analiticamente (il coefficiente le considera forfettariamente per simulare le spese tipiche del settore), quindi non puoi nemmeno "neutralizzare" il rimborso spese sottraendo il costo. Per questo il consiglio operativo è, quando possibile, farsi fatturare direttamente il costo dal cliente oppure usare l'anticipazione ex art. 15 con documenti intestati a lui.

Caso pratico — Sara, traduttrice freelance, e il volo da 250 euro. Sara è in forfettario, ATECO 74.30.00 (coefficiente 78%), fattura 65.000 euro l'anno. Un cliente milanese le chiede di partecipare a una fiera a Berlino: lei prenota volo Vicenza-Berlino-Vicenza per 250 euro intestato a se stessa, due notti d'hotel per 280 euro intestate a se stessa, pranzi e taxi per 120 euro.

Sara emette fattura: 1.500 euro di interpretariato + 650 euro di rimborso trasferta + 2 euro di bollo. I 650 euro concorrono al limite degli 85.000 euro e vengono tassati con coefficiente 78%. Reddito imponibile aggiuntivo da questo rimborso: 650 × 78% = 507 euro. A 15% di imposta sostitutiva, paga 76 euro su quei 650 (più i contributi INPS). Il "rimborso" non è neutro.

Se Sara avesse chiesto al cliente di acquistare lui direttamente volo e hotel (con fatture intestate al cliente), i 530 euro sarebbero usciti dal suo fatturato. Soluzione migliore quando il cliente è strutturato (azienda, studio), spesso impossibile con clienti privati.

Come indicarli in fattura: tre esempi concreti

Esempio 1 — Consulenza con marca da bollo per conto del cliente (anticipazione)

Giulia, commercialista forfettaria di Vicenza (ATECO 69.20.11, coefficiente 78%), assiste un cliente nella registrazione di un contratto di locazione presso l'Agenzia delle Entrate. Anticipa una marca da bollo da 16 euro acquistata presso l'ufficio postale (ricevuta intestata al cliente/pratica) e fattura la consulenza 300 euro.

Consulenza fiscale — Pratica locazione300,00 €
Marca da bollo — Anticipazione ex art. 15 DPR 633/7216,00 €
Marca da bollo su fattura (> 77,47 €)2,00 €
Totale fattura318,00 €

Solo i 300 euro di consulenza concorrono al reddito forfettario (× 78% = 234 euro di reddito imponibile); i 16 euro di anticipazione restano fuori. Nella fattura elettronica le due voci vanno inserite in righe separate con codici natura diversi: N1 per l'anticipazione ex art. 15, N2.2 per la consulenza.

Esempio 2 — Trasferta con biglietto del treno (rimborso ordinario)

Marco, consulente IT forfettario di Padova (ATECO 62.02.00, coefficiente 67%), va a Milano per una riunione dal cliente. Compra il biglietto del treno (intestato a se stesso come passeggero) per 80 euro e il pranzo per 25 euro. Fattura 500 euro di consulenza più il rimborso.

Consulenza IT — Giornata del 15/09500,00 €
Rimborso trasferta (treno + pranzo)105,00 €
Marca da bollo (> 77,47 €)2,00 €
Totale fattura607,00 €

Tutta la fattura (605 euro, escluso bollo) concorre al reddito forfettario. Con coefficiente 67%, il reddito lordo ai fini LM sarà 605 × 67% = 405,35 euro su cui paga 15% (o 5% se primo quinquennio) di imposta sostitutiva, oltre ai contributi INPS Gestione Separata sul reddito netto da contributi.

Esempio 3 — Materiali acquistati per il cliente (rimborso ordinario)

Anna, grafica freelance forfettaria di Treviso (ATECO 74.10.21, coefficiente 78%), compra stampe e fotocopie per 120 euro (fattura del fornitore intestata a lei) per realizzare un pitch per il cliente. Fattura 800 euro di progettazione + rimborso materiali.

Progettazione grafica brochure800,00 €
Rimborso materiali di stampa120,00 €
Marca da bollo2,00 €
Totale fattura922,00 €

Alternativa concreta: chiedere al fornitore di emettere la fattura direttamente al cliente finale; Anna la paga a nome del cliente e poi si fa rimborsare tramite anticipazione ex art. 15, evitando di gonfiare il proprio fatturato di 120 euro l'anno (importo trascurabile sul singolo caso, significativo se sommato su 30-40 progetti annui).

Viaggi e trasferte: analitici vs forfettari (diaria)

Per la trasferta ci sono due approcci commerciali:

  • Rimborso analitico: fatturi le spese effettive con allegato giustificativo (come negli esempi 2 e 3). Tutto concorre al reddito ma è trasparente per il cliente.
  • Rimborso forfettario/diaria: concordi con il cliente un importo fisso per trasferta (es. 150 euro al giorno comprensivo di tutto). Fiscalmente uguale al rimborso analitico, ma semplifica la rendicontazione e il rapporto contrattuale.

In entrambi i casi il rimborso concorre al reddito. La scelta è solo di tipo gestionale e contrattuale. Se la diaria è "generosa" rispetto alle spese effettive sostenute, il margine residuo è di fatto un compenso aggiuntivo: ricordatelo quando negoziate il valore con il cliente.

Il caso particolare delle fatture estere

Se sostieni spese all'estero per conto del cliente (es. hotel a Berlino fatturato in euro senza IVA o con IVA tedesca), il trattamento ai fini italiani segue le stesse regole: se la spesa è intestata a te, è rimborso ordinario; se intestata al cliente, può essere anticipazione ex art. 15. Attenzione che l'IVA estera (Mehrwertsteuer tedesca, TVA francese ecc.) non è recuperabile dal forfettario, ma essendo già pagata all'estero non ricade nei meccanismi di reverse charge italiani. Solo il valore totale viene riportato in fattura.

Per le operazioni transfrontaliere passive (servizi software, abbonamenti) che il cliente ti chiede di ribaltare, vale comunque la regola dell'intestazione: vedi anche la nostra guida all'esterometro per i forfettari.

Errori comuni

Dopo anni di assistenza in studio, ecco gli scivoloni più frequenti che vediamo:

  • Trattare come anticipazione ex art. 15 una spesa intestata a te stesso (biglietti del treno, fatture del ristorante a tuo nome): è un rimborso ordinario, deve entrare nel compenso. L'errore è frequente sui biglietti del treno, dove il nominativo è del viaggiatore (il forfettario) e non del cliente.
  • Dimenticare la marca da bollo: anche se la spesa è un'anticipazione, l'imponibile di 300 euro comunque supera i 77,47 e richiede il bollo da 2 euro.
  • Non documentare le anticipazioni: senza ricevuta intestata al cliente o alla pratica, l'Agenzia delle Entrate in caso di verifica riqualifica come compenso. Conserva tutto per 8 anni (termine di accertamento esteso ex L. 190/2014).
  • Non usare codici natura corretti: le anticipazioni ex art. 15 in fattura elettronica vogliono N1 (escluse), i compensi forfettari N2.2 (non soggette). Misti in un'unica riga generano scarti SDI e occorre rifare la fattura.
  • Confondere diciture: la dicitura del forfettario (commi 54-89 L. 190/2014) vale per i compensi; per le anticipazioni si aggiunge specificamente "fuori campo IVA ex art. 15 DPR 633/72 — non concorre alla formazione del reddito".
  • Far pagare al cliente solo il rimborso senza compenso: non puoi emettere fattura di solo rimborso anticipazione (es. solo i 16 euro di bollo). L'anticipazione è sempre accessoria a una prestazione principale.

Strategia operativa per chi è vicino alla soglia 85.000 euro

Quando ti avvicini alla soglia degli 85.000 euro di fatturato, ogni rimborso ordinario che entra in fattura ti consuma margine. Tre strategie pratiche per i casi limite:

  • Massimizza le anticipazioni ex art. 15: per clienti business strutturati, chiedi che hotel, voli, materiali siano intestati direttamente al cliente. Anche solo spostando 3.000-4.000 euro l'anno fuori dal fatturato puoi guadagnare margine sotto soglia.
  • Pianifica le trasferte di fine anno: se a novembre sei già a 80.000 euro, valuta di posticipare la fatturazione di trasferte ricorrenti al gennaio successivo (per il principio di cassa, conta quando incassi). Vedi la guida sui ricavi vs fatturato.
  • Concorda diarie nette al cliente: "200 euro al giorno tutto incluso, intestate a voi" è più semplice di rincorrere singole ricevute.

Domande frequenti dei lettori

Se intesto il biglietto del treno al cliente, è anticipazione ex art. 15?

Tecnicamente sì se la biglietteria emette il titolo a nome del cliente, ma operativamente Trenitalia e Italo non consentono biglietti nominali al cliente quando il viaggiatore sei tu (controllo identità). La soluzione pratica è chiedere al cliente di acquistare il biglietto sul suo profilo e poi inoltrartelo, oppure rassegnarsi al rimborso ordinario.

I rimborsi chilometrici per uso dell'auto privata concorrono al reddito?

Sì, sempre. Il rimborso chilometrico (anche se calcolato con le tabelle ACI) per il forfettario è un compenso a tutti gli effetti: entra in fattura come "rimborso trasferta in auto" e viene tassato con il coefficiente. Non puoi dedurre i costi auto analiticamente.

Posso emettere una fattura solo di rimborsi senza compenso principale?

No, l'anticipazione ex art. 15 deve essere accessoria a una prestazione. Se hai solo spese da rifatturare senza alcuna prestazione professionale collegata, il rimborso va riqualificato come compenso. In alcuni casi specifici (es. recupero spese di causa per avvocati) esistono prassi diverse — chiedi al commercialista.

Il bollo da 2 euro su anticipazione ex art. 15 è dovuto?

Il bollo si applica sull'imponibile non soggetto a IVA quando supera 77,47 euro. Se la fattura ha un imponibile compenso di 300 euro (oltre 77,47), il bollo si paga. L'importo dell'anticipazione (es. 16 euro di marca cliente) di per sé non determina il bollo, ma se sommato porta sopra soglia in alcuni casi può rilevare.

Conclusione

Le anticipazioni ex art. 15 DPR 633/72 sono lo strumento chiave per il forfettario che vuole "neutralizzare" alcune spese anticipate per il cliente senza farle concorrere al reddito né al limite degli 85.000 euro. I rimborsi ordinari di trasferte e materiali intestati a te, invece, entrano a pieno titolo nel fatturato e vengono tassati come qualunque compenso. Organizzare bene la documentazione e capire la differenza fa una differenza concreta in dichiarazione.

Un esempio numerico finale per fissare il concetto: un forfettario che fattura 60.000 euro di compensi e 5.000 euro di trasferte analitiche paga imposte sui 65.000 come se fossero tutti compensi (× coefficiente del settore × 15%). Lo stesso professionista che fa pagare le trasferte direttamente al cliente tramite anticipazioni ex art. 15 paga solo sui 60.000. Su un orizzonte di 5-7 anni di attività, la differenza di gestione può valere migliaia di euro netti.

Per altri approfondimenti collegati: diciture e codici natura, limite degli 85.000 euro, tabella coefficienti. Per la normativa originale, consulta il DPR 633/1972 su Normattiva e l'art. 54 del TUIR (DPR 917/1986).